La Madonna del Lume di Melara

La Madonna del Lume di Melara
A cura di Mariadele Orioli e Fausto Soffiatti
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La Sacra Immagine della Madre Ss. dell'Eterno Lume
(pittura ad olio su tela di m. 1,77 x m. 2,49)
portata a Melara (Rovigo) nella Chiesa parrocchiale di San Materno (Vescovo di Milano nel IV sec.) dal missionario Gesuita messicano Blas Arriaga nel 1780.
Una lapide annessa all'altare reca l'iscrizione dell'Indulgenza Plenaria Perpetua Quotidiana concessa nel 1780 da Papa Pio VI.


 Il 21 di ogni mese, alle ore 15,00, Santo Rosario nella chiesa parrocchiale di Melara, davanti all'Altare della Madre SS.ma del Lume, guidato dal gruppo dell'Apostolato "Madre SS.ma del Lume".

MELARA - GRUPPO STATUARIO DELLA MADRE SS.ma DEL LUME PROVENINTE DAL MESSICO
BENEDETTO DOMENICA 10 OTTOBRE 2021, 
FESTA DELLA MADRE SS.ma DEL LUME

   



STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE 
APOSTOLATO DELLA MADRE SS.ma DEL LUME


Indirizzo mail dell'Associazione: apostolatodellume@gmail.com

PREGHIAMO PERCHÉ LA CHIESA DI MELARA SIA RICONOSCIUTA SANTUARIO MARIANO
E AFFIDIAMO ALLA MADRE SS.MA DEL LUME 
CHI HA L'AUTORITÀ DI CHIEDERLO E DI CONCEDERLO

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA
 
Il 25 marzo 2022, solennità dell’Annunciazione del Signore, Papa Francesco ha consacrato e affidato l'umanità intera, e specialmente la Russia e l'Ucraina, al Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace, durante la liturgia penitenziale nella Basilica di San Pietro e davanti alla statua della Madonna di Fatima, in comunione con i Vescovi di tutto il mondo
È stato uno dei gesti più universali dall'inizio del pontificato di Francesco, che vuole coinvolgere le Chiese in ogni angolo del Pianeta per chiedere che si fermi la guerra in Ucraina, per chiedere che tacciano le armi, come aveva chiesto dalla Madonna durante l’apparizione di Fatima nel 1917: “Sono venuta a chiedere la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate. Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà.”
Il Papa camminava lento verso la statua della Madonna di Fatima, posta al centro della basilica, di fianco a un Crocifisso in legno. Il tragitto era breve ma l'incedere era pesante, come quello del 27 marzo 2020, quando tra le braccia deserte del Colonnato di San Pietro, il Pontefice sembrava portare sulle spalle le ferite di un’umanità oppressa dai morti e dai contagi del Covid.
Francesco era solo, seduto su una sedia dinanzi alla Vergine Maria, mentre invocava la fine di un orrore che è tornato a bussare alle porte delle nostre case. Dietro a lui, in questo appuntamento universale che scrive una pagina di storia della Chiesa moderna, c’è il mondo intero. Nella Basilica vaticana, nei luoghi sacri dei cinque continenti, tramite i mezzi di comunicazione, nelle piazze - quelle ucraine bombardate, da Kiev a Odessa, o la stessa Piazza San Pietro dove sono stati allestiti duemila posti a sedere - risuona la supplica di Jorge Mario Bergoglio alla “Madre”.
Francesco fa una pausa di silenzio prima di pronunciare il testo diffuso nei giorni scorsi in 35 lingue. E innalza una preghiera corale, radicata nella grande tradizione mariana.
Ogni tanto alza il capo per guardare il volto di Maria, e le parla a nome di tutti noi, la supplica a nome dell’umanità intera:
  
O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te.
Tu sei Madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore.
Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace.
Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani.
Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo.
Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune.
Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi.
E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore!
Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero d’iniquità del male e della guerra, tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso di perdonarci e rialzarci. È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio per la Chiesa e per l’umanità.
Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia ci conduci con tenerezza.
Ricorriamo dunque a te, bussiamo alla porta del tuo Cuore noi, i tuoi cari figli che in ogni tempo non ti stanchi di visitare e invitare alla conversione.
In quest’ora buia vieni a soccorrerci e consolarci.
Ripeti a ciascuno di noi: “Non sono forse qui io, che sono tua Madre?”
Tu sai come sciogliere i grovigli del nostro cuore e i nodi del nostro tempo. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, specialmente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto.
Così hai fatto a Cana di Galilea, quando hai affrettato l’ora dell’intervento di Gesù e hai introdotto il suo primo segno nel mondo. Quando la festa si era tramutata in tristezza gli hai detto: «Non hanno vino» (Gv 2,3). Ripetilo ancora a Dio, o Madre, perché oggi abbiamo esaurito il vino della speranza, si è dileguata la gioia, si è annacquata la fraternità. Abbiamo smarrito l’umanità, abbiamo sciupato la pace. Siamo diventati capaci di ogni violenza e distruzione. Abbiamo urgente bisogno del tuo intervento materno.
 
Accogli dunque, o Madre, questa nostra supplica.
Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tempesta della guerra.
Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione.
Tu, “terra del Cielo”, riporta la concordia di Dio nel mondo.
Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il perdono.
Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare.
Regina del Rosario, ridesta in noi il bisogno di pregare e di amare.
Regina della famiglia umana, mostra ai popoli la via della fraternità.
Regina della pace, ottieni al mondo la pace.
 
Il tuo pianto, o Madre, smuova i nostri cuori induriti. Le lacrime che per noi hai versato facciano rifiorire questa valle che il nostro odio ha prosciugato. E mentre il rumore delle armi non tace, la tua preghiera ci disponga alla pace. Le tue mani materne accarezzino quanti soffrono e fuggono sotto il peso delle bombe.
Il tuo abbraccio materno consoli quanti sono costretti a lasciare le loro case e il loro Paese.
Il tuo Cuore addolorato ci muova a compassione e ci sospinga ad aprire le porte e a prenderci cura dell’umanità ferita e scartata.
Santa Madre di Dio, mentre stavi sotto la croce, Gesù, vedendo il discepolo accanto a te, ti ha detto: «Ecco tuo figlio» (Gv 19,26): così ti ha affidato ciascuno di noi. Poi al discepolo, a ognuno di noi, ha detto: «Ecco tua madre» (v. 27). Madre, desideriamo adesso accoglierti nella nostra vita e nella nostra storia.
In quest’ora l’umanità, sfinita e stravolta, sta sotto la croce con te. E ha bisogno di affidarsi a te, di consacrarsi a Cristo attraverso di te. Il popolo ucraino e il popolo russo, che ti venerano con amore, ricorrono a te, mentre il tuo Cuore palpita per loro e per tutti i popoli falcidiati dalla guerra, dalla fame, dall’ingiustizia e dalla miseria.
Noi, dunque, Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina.
Accogli questo nostro atto che compiamo con fiducia e amore, fa’ che cessi la guerra, provvedi al mondo la pace. Il sì scaturito dal tuo Cuore aprì le porte della storia al Principe della pace; confidiamo che ancora, per mezzo del tuo Cuore, la pace verrà.
A te dunque consacriamo l’avvenire dell’intera famiglia umana, le necessità e le attese dei popoli, le angosce e le speranze del mondo.
Attraverso di te si riversi sulla Terra la divina Misericordia e il dolce battito della pace torni a scandire le nostre giornate. Donna del sì, su cui è disceso lo Spirito Santo, riporta tra noi l’armonia di Dio. Disseta l’aridità del nostro cuore, tu che “sei di speranza fontana vivace”.
Hai tessuto l’umanità a Gesù, fa’ di noi degli artigiani di comunione.
Hai camminato sulle nostre strade, guidaci sui sentieri della pace. Amen.
La Madonna del Lume con San Giuseppe venerata a Malta


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